Come chiudere la distanza in difesa personale

Nei due video seguenti i fratelli Rorion e Royce Gracie spiegano alcune tattiche molto efficaci usate nel Brazilian Jiu-Jitsu per chiudere la distanza e portare un aggressore al suolo. Quest’approccio, che si è dimostrato particolarmente efficace nelle gare di MMA, viene impiegato dagli esperti di Judo e Brazilian Jiu-Jitsu quando devono affrontare esperti in arti di percussione per portare il combattimento ad una distanza a loro più congeniale.

Il controllo a corta distanza in posizione eretta, su un avversario pronto a colpire, non viene considerato dal Judo moderno e questo è un vero peccato. I Kata di Judo contenenti i principi della difesa personale prediligono infatti una difesa basata sul principio Ju enfatizzano le schivate e i tai sabaki (rotazioni del corpo), un po’ come avviene nell’Aikido. Rorion e Royce Gracie invece ci mostrano una strategia completamente differente e forse più realistica: vanno a prendere Uke, lo bloccano e lo proiettano dal clinch.

Come prima cosa Tori colpisce Uke con un calcio laterale al ginocchio, la stessa tecnica che troviamo nel Kodokan Goshin Jutsu (yoko fumikomi geri). In seguito Tori, approfittando della reazione di Uke accorcia la distanza, evita uno o due pugni al viso, afferra l’avversario cingendolo alla vita e appoggia il piede destro all’esterno della sua gamba. In questo modo Tori controlla fermamente Uke in posizione eretta.

In base alla reazione di Uke, Tori entra in una tecnica di anca o in Ko Soto Gari. Una volta portato Uke a terra, Tori lo immobilizza con Tate Shio Gatame (“montada” nel Brazilian Jiu-Jitsu). Da questa posizione di vantaggio può finirlo con alcuni colpi o una tecnica di controllo.

1 Commento

  1. Roberto

    Ciao

    innanzitutto ancora complimenti per il sito che e’ davvero meraviglioso, sicuramente il migliore in circolazione.

    Io sono un judoka convinto, tuttavia penso che sia un peccato che la maggior parte dei dojo trascurino la parte marziale della disciplina, focalizzando solo su quella sportiva.
    Personalmente, gli istruttori che ho avuto e che ho tuttora, per quanto bravissimi, non hanno la minima idea delle tecniche di difesa personale. Per questa ragione, a volte ho l’impressione di praticare un’arte a meta’.
    In questo senso, il lavoro fatto dalla famiglia Gracie e’ di indiscutibile valore. Invece di promuovere un’inutile rivalita’ fra ju jitsu e judo, peraltro madre e figlia, penso sarebbe piu’ utile riflettere su cio’ che l’una puo’ dare all’altra e magari, (perche’ no?) fonderle insieme.
    Solo una domanda; Royce ha dimostrato in diverse gare che la sua tecnica per ridurre la distanza e’ davvero efficace; ora, una volta che si e’ corpo a corpo, pensate che le proiezioni del judo (sicuramente piu’ devastanti di quelle utilizzate nel brazilian jujitsu) siano effettuabili anche senza judoji?

    Grazie

    Roberto

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