Hoken Sato L’ultimo Samurai

Sintesi di P. Crugnola su dati di Alfonso Torregrossa – Novembre 2004

(foto n.1) Hoken Sato (indicato dalla freccia) alla riunione del 1906 con Jigoro Kano (al centro) e gli altri capiscuola del Ju Jitsu

(foto n.1) Hoken Sato (indicato dalla freccia) alla riunione del 1906 con Jigoro Kano (al centro) e gli altri capiscuola del Ju Jutsu

Hoken Sato (1858-1929) fu un grande praticante del primo periodo (quello eroico) del judo kodokan, nonché allievo di Jigoro Kano dal quale, in seguito, si allontana non condividendone completamente le idee di rinnovamento. Secondo i densho della famiglia Sato, si inizia a parlare della Sato Ryu sin dal 1800. Il loro jujitsu era legato ad una pratica guerriera, basata anch’essa sul principio del “ju”, ma con metodi di allenamento troppo inflessibili e tipici dei Samurai, che mal si adattavano alla nuova e moderna visione di tutto il bushido posta in atto da Jigoro Kano. Così, Hoken Sato, pur continuando a far parte dello staff direttivo del Kodokan, continua a praticare, separatamente e in altra sede, l’arte di famiglia fino al momento in cui decide di lasciare Kano e proseguire sulle orme dei suoi antenati.

(foto n.2) Hoken Sato (indicato dalla freccia) a Kyoto nel 1906 con Hajime Isogai (10°dan) e Shuichi Nagaoka (10°dan) alla sua sx, Jigoro Kano al centro, Sakujiro Yokoyama (8°dan) alla sua sx, Yoshiaki Yamashita (10°dan) alla sua dx,

(foto n.2) Hoken Sato (indicato dalla freccia) a Kyoto nel 1906 con Hajime Isogai (10°dan) e Shuichi Nagaoka (10°dan) alla sua sx, Jigoro Kano al centro, Sakujiro Yokoyama (8°dan) alla sua sx, Yoshiaki Yamashita (10°dan) alla sua dx

Raggiunge nel frattempo il grado di 5° dan, fra i più elevati di quel periodo, (da come risulta dai registri del Kodokan) e resta comunque indubbia la sua partecipazione ai massimi livelli nell’ambito del Judo Kodokan. A riprova di ciò lo ritroviamo in alcune immagini significative di quel periodo. E‘ infatti presente alla mitica riunione del 1906 tra i vari capiscuola del ju jitsu (vedi foto n.1) e, sempre nello stesso anno, in un’altra foto (vedi foto n.2) che lo ritrae insieme a Jigoro Kano e ai suoi fedelissimi. E‘ anche in due fotografie del libro “Judo Kyohan” di Sakujiro Yokoyama del 1915 (vedi foto n.3-4). Hoken Sato muore il 3 marzo 1929, per cause sconosciute, lasciando l’eredità al figlio Minoru.

Minoru Sato (1908-1994), di carattere forte e di grande prestanza fisica, viene addestrato al Bushido ed alla pratica della Sato Ryu dal nonno paterno Hisashi Sato. In seguito, amplia il proprio bagaglio tecnico studiando il ju jutsu della Daito Ryu sotto la guida dell’anziano Tokimune Takeda (figlio di Sokaku Takeda) e Hisa Takuma, Menkyo Kaiden della medesima scuola.
Sempre da Tokimune Takeda, viene inoltre istruito, nell’Ono Ha Itto Ryu ottenendo il grado di Menkyo Kaiden. In seguito segue le vicende del Maestro Ueshiba, fondatore dell’Aikido, divenendone un grande sostenitore.

(foto n.3) Hoken Sato, a dx, e Hidekazu Nagaoka (10°dan) a sx, in posizione di saluto nel libro di Yokoyama del 1915.

(foto n.3) Hoken Sato, a dx, e Hidekazu Nagaoka (10°dan) a sx, in posizione di saluto nel libro di Yokoyama del 1915.

Nel 1931, fonda la Nihon Sato Ryu Jujutsu e, nel 1932, a riprova della stima personale di cui gode, riceve la visita di Ueshiba. Nel 1950 si trasferisce a Tokyo dove conosce il maestro di judo Kazuzo Kudo (9°dan) con il quale stringe una grande amicizia.
Scopo principale di Minoru Sato e della Sato Ryu é la realizzazione ed il raggiungimento del Misogi (purificazione spirituale) attraverso la pratica del Ju Jitsu. Nel 1951 enuncia i principi fondamentali della sua scuola sintetizzandoli in quattro aforismi:

Duri come diamanti
Flessibili come giunchi
Fluidi come l’acqua
Vuoti come lo spazio.

(foto n.4) Hoken Sato (a sx) come uke e Mataemon Tanabe (a dx) come tori in Hadaka Jime nel libro di Yokoyama del 1915.

(foto n.4) Hoken Sato (a sx) come uke e Mataemon Tanabe (a dx) come tori in Hadaka Jime nel libro di Yokoyama del 1915.

La morte di Ueshiba, nel 1969, lo priva di un importante punto di riferimento soprattutto spirituale, generando nel proprio animo un profondo stato di prostrazione. Per questo motivo inizia una sorta di pellegrinaggio attraverso il Giappone che lo porterà a ripercorrere i passi di O Sensei, questo fino all’anno successivo, il 1970, quando ritorna a Tokyo per continuare la diffusione della Sato Ryu.
Successivamente, si reca in Francia dove trova un terreno propizio per la diffusione della sua scuola. Quì conosce il maestro Lers Cooper che diventerà suo allievo, raggiungendo il grado di 5° dan e la qualifica di responsabile per l’Italia.

Il 10 ottobre del 1994 il maestro Sato muore, all’età di 86 anni. Una leggenda del dojo vuole che, il giorno prima di morire, gli sia apparso Ueshiba preannunciandogli che, il giorno dopo, avrebbe raggiunto il Misogi. Attualmente, il discendente diretto della dinastia Sato é il figlio del maestro Minoru, Kimitoshi e la sede dell’associazione é presso l’Hombu Dojo a Tokyo.

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