Harai Goshi (spazzata con l’anca)
[Tadashi Koike dimostra Harai Goshi]
Harai goshi è una tecnica di anca (Koshi waza) che appartiene al secondo gruppo del Go Kyo (Dai Nikyo). Fu inventata da Jigoro Kano, per anticipare le schivate degli avversari che sfuggivano alla sua tecnica preferita: Uki Goshi.
Nell’esecuzione classica Tori squilibra Uke in avanti a destra, mantenendo uno stretto contatto con il suo corpo. Tori solleva e spazza il fianco destro di Uke con la gamba tesa all’indietro, piegando il busto in avanti proietta con forza.
Harai Goshi è una proiezione di grande ampiezza che richiede molta energia e una grande rapidità di azione. Fondamentale è applicare correttamente il movimento di oscillazione.
[Kosei Inoue ottiene Ippon con Harai Goshi]
Yoko Wakare (separazione laterale)
[Il Maestro Tadashi Koike esegue Yoko Wakare]
Yoko Wakare è una tecnica di sacrificio laterale (Yoko Sutemi Waza) che appartiene al quinto gruppo del Go kyo (Dai Gokyo)
Nella sua esecuzione classica, Tori squilibria Uke in avanti e si sacrifica lasciandosi cadere sul fianco sinistro, proprio sotto ad Uke e lo proietta sopra di sè.
Questa tecnica viene generalmente usata come contraccolpo secondo il principio Yawara (sfruttare lo squilibrio) su attacco di Uki Goshi, Seoi Nage. La troviamo anche nel Koshiki No Kata (Kata delle cose antiche) in due forme diverse rispetto a quella sopra descritta, a testimoniare l’antica origine di Yoko Wakare.
Uki Goshi (anca fluttuante)
[Il Maestro Tadashi Koike esegue Uki Goshi]
Questa tecnica fu inventata da Jigoro Kano che la eseguiva prevalentemente a sinistra
Il suo nome si traduce letteralmente come “anca fluttuante”. Uki Goshi consiste nel fare ruotare Uke attorno alla propria anca, proiettandolo in avanti.
Occorre spezzare l’equilibrio di Uke in avanti a destra, inserendo l’anca che solleva, ma non troppo. In seguito si ruota a destra con una azione delle braccia e dell’anca facendo oscillare Uke sulla propria anca.
L’anca non deve mai sporgere rispetto a quella di Uke, ed il braccio sinistro deve cingere, chiudendolo a sé, il busto di Uke. Il risultato è una proiezione di grande ampiezza, che spesso viene confusa con O Goshi. Uki Goshi richiede una grande rapidità di azione ed un’ottima applicazione del movimento di oscillazione


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