Kata Guruma (ruota sulle spalle)

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[Il Maestro Tadashi Koike dimostra Kata Guruma]

Kata GurumaKata Guruma è una proiezione di grande ampiezza che consiste nel fare oscillare Uke sulle spalle. Classificata come tecnica di braccia (te waza), appartiene al terzo gruppo del Go Kyo (Dai Sankyo).

Il maestro Jigoro Kano ideò personalmente Kata Guruma prendendone spunto da una antica del jujitsu: Kino Katsugi che consisteva nel caricare sul dorso Uke e proiettarlo di traverso con un ginocchio a terra. Kano subiva questa tecnica da un allievo più grande e prepotente, per questo ne era rammaricato: il maestro lesse vari trattati, vide tecniche occidentali e asiatiche di lotta ed ideò la tecnica che si conosce ai giorni nostri. Il maestro incontrò di nuovo il prepotente jujitsuka ma l’esito fu completamente differente, nonostante Kano fosse molto più gracile.

In Kata guruma Tori, attraverso una forte trazione alla manica di Uke, lo obbliga a portare tutto il peso sul suo piede destro, quindi abbassandosi con la spalla sotto la cintura, carica Uke e lo fa oscillare sulle spalle. Nella proiezione, Tori richiama la gamba sinistra al fine di fare spazio per la caduta ad Uke.

Kata Guruma, per un certo periodo, venne praticamente abbandonata in competizione ma è ritornata in voga in seguito, con varianti molto interessanti (si veda il video di seguito) che un po’ la snaturano  ma che pongono l’accento sull’efficacia in combattimento.

[Compilation di Kata Guruma (e delle sue varianti) in competizione]

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Lezione di Judo. Yves Klein, l’arte di essere flessibile

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Articolo tratto da “La Repubblica”  del 27.05.2007

Di Renata Pisu

Che paese in fibrillazione era il Giappone verso la fine dell’Ottocento, quando per sopravvivere cominciò la sua veloce corsa alla modernizzazione. Tutto doveva essere nuovo, moderno, basta con le antiche usanze feudali, abolita la casta dei samurai ai quali un editto dell’Imperatore Meiji proibì di portare le due sacrosante spade; così i poveri ex guerrieri si videro costretti a diventare imprenditori, funzionari, impiegati, e a vestirsi con capi di abbigliamento occidentale, magari soltanto una bombetta, o un paio di pantaloni con sopra il kimono.

I bimbi nelle scuole cantavano la canzone della Palla della Civiltà, dovevano contare ogni rimbalzo nominando oggetti utili come la macchina a vapore, i lampioni a gas, le scarpe di cuoio, per mettersi bene in mente cosa era nuovo e bello, mentre l’Imperatore scriveva versi tipo «Oh, come vorrei rendere questo paese secondo a nessuno».

(continua…)

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Te guruma (ruota di mano)

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Te guruma (ruota di mano) fa parte del gruppo di tecniche denominate Sukui-nage ed è una tecnica usata esclusivamente per il contrattacco (Kaeshi Waza) dal momento che l’attuale regolamento proibisce di afferrare le gambe in attacchi diretti. Jigoro Kano non inserì mai questa tecnica nel gruppo fondamentale del suo sistema (Go Kyo), non ritenendola abbastanza educativa per un corretto impiego dell’energia.

Nella sua esecuzione Tori fa scendere una mano per afferrare la gamba di uke sotto la coscia e lo solleva girandolo a testa in giù con un movimento rotatorio.

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Harai Goshi (spazzata con l’anca)

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[Tadashi Koike dimostra Harai Goshi]

harai_goshiHarai goshi è una tecnica di anca (Koshi waza) che appartiene al secondo gruppo del Go Kyo (Dai Nikyo). Fu inventata da Jigoro Kano, per anticipare le schivate degli avversari che sfuggivano alla sua tecnica preferita: Uki Goshi.

Nell’esecuzione classica Tori squilibra Uke in avanti a destra, mantenendo uno stretto contatto con il suo corpo. Tori solleva e spazza il fianco destro di Uke con la gamba tesa all’indietro, piegando il busto in avanti proietta con forza.

Harai Goshi è una proiezione di grande ampiezza che richiede molta energia e una grande rapidità di azione. Fondamentale è applicare correttamente il movimento di oscillazione.

[Kosei Inoue ottiene Ippon con Harai Goshi]

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Le origini del Ne Waza nel Judo

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Da uno scritto dello storico St.Hilaire
Traduzione a cura di P. Crugnola

Per gentile concessione del sito: www.jigorokano.it

In memoria di Paolo Crugnola

Il ju jitsu della scuola Fesen Ryu fu fondato da Takeda Motsuge nei primi dell’800. Motsuge era nato nel 1794 a Matsuyama in Giappone. Studiò il ju jitsu fin da giovane e negli ultimi anni, quando insegnava ad Aki, fu considerato un vero e proprio Shihan dai suoi allievi. Aveva appreso il Namba Ippon Ryu da Takahashi Inobei e, nel corso della sua vita, aveva studiato anche Takenouchi Ryu, Sekiguchi Ryu, Yoshin Ryu, Shibukawa Ryu e Yagyu Ryu. Il suo stile si sviluppò mentre la classe dei Samurai si stava dissolvendo e questo lo portò ad orientarsi maggiormente verso il combattimento senz’armi. La Fusen Ryu divenne infine un’arte quasi totalmente dedita al combattimento a terra anche se questo fatto non rigurdò la totalità dei dojo (*).

(continua…)

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