E’ il Kata delle cose antiche, della scuola di ju jitsu Kito ryu che Jigoro Kano aveva frequentato in gioventù.
Questa forma è stata mantenuta nel patrimonio tecnico del Judo Kodokan per ricordare le antiche tecniche del ju jitsu e perché nella sua esecuzione appare evidente il modo di sfruttare l’energia dell’avversario a proprio vantaggio.
E’ composto di 21 tecniche divise in due parti: 1) omote, di 14 tecniche eseguite piuttosto lentamente ed in modo un po’ impacciato come se gli esecutori indossassero l’armatura da samurai; 2) ura, di 7 tecniche eseguite in modo sciolto e veloce.
[Gli Azzurri De Cerce e Padovan eseguono Kime no kata al Kodokan di Tokio] Il Kime no kata è la forma del combattimento reale, per la vita. Dimostra venti tecniche di difesa da attacchi a mani nude e con armi da taglio. Si divide in due parti: I) Idori di otto tecniche eseguite dalla posizione in [...]
[I maestri Kondo e Okouchi eseguono vittoriosamente Nage No Kata al torneo di Kata del Kodokan nel 2007] il Nage no kata è la forma delle tecniche di proiezione. Contiene 15 tecniche, divise in cinque gruppi di tre proiezioni ciascuno, la cui esecuzione avviene a destra e sinistra. Scarica il manuale del Nage no kata [...]
[Jigoro Kano esegue Ju no kata] Questo kata dimostra nel modo più evidente il principio Ju della cedevolezza, con una serie di quindici tecniche divise in tre gruppi di cinque ciascuno, che esemplificano dei movimenti di attacco e di difesa, mettendo in evidenza il modo corretto di sfruttare la propria forza e quella dell’avversario. Viene [...]