Archivi per la Categoria 'Difesa personale'

Difesa personale: un illusione?

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di P. Crugnola
Febbraio 2004

Per gentile concessione del sito: www.jigorokano.it

In memoria di Paolo Crugnola

La difesa personale é argomento di grande attualità. Discipline antiche, insieme ad altre di più recente estrazione, si contendono il primato dell’efficienza e della sicurezza, esibendo tecniche e situazioni sempre più complesse e micidiali e risolvendole con modi altrettanto complessi e talora spettacolari.

La gente risponde ammirata a queste sollecitazioni e, nel suo intimo, sogna e spera di riuscire, se non proprio ad emulare, almeno a raggiungere un livello di “autosufficienza” che consenta di muoversi con sicurezza nelle più consuete situazioni di pericolo. Pericolo che, per altro, é quotidianamente confermato: basta, infatti, sfogliare qualsiasi giornale per verificare l’entità e la preoccupante prossimità di tutto il problema.

(continua…)

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Renraku da Ude Garami a Sumi Gaeshi

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Nel video viene dimostrata un’applicazione in difesa personale di un Renraku (combinazione di tecniche) tra un Kansetsu Waza (leva articolare) e un Nage Waza (proiezione), nella fattispecie Ude Garami e Sumi Gaeshi.

Uke attacca Tori con un pugno destro (gancio largo). Tori blocca il braccio di Uke con il braccio sinistro, risponde con un pugno al viso e applica Ude Garami sul braccio destro di Uke in posizione eretta. Uke reagisce al bloccaggio spingendo in avanti. Tori sfrutta lo squilibrio di Uke e lo atterra con Sumi Gaeshi, una tecnica di sacrificio in avanti. Tori segue la caduta di Uke e conclude la lussazione sul braccio di Uke che è indotto alla resa.

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20 tecniche di difesa personale

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[20 tecniche di difesa personale eseguite da due esperti francesi di Jujitsu in cui, assieme alle classiche proiezioni Judo, vengono impiegati Atemi Waza, tecniche del Kodokan Goshin Jutsu e lussazioni agli arti inferiori]

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Kote Gaeshi in difesa personale

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[Il M° Denis Voltolina illustra due varianti di Kote Gasehi]

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Tecniche di difesa personale dei Gracie

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I fratelli Gracie, eredi del grande maestro Helio, mostrano alcune efficaci tecniche di difesa personale. Si tratta di Brazilian Jiu Jitsu, ovvero un adattamento del Judo Kodokan finalizzato ad un contesto senza regole sportive (Valetudo o MMA) in cui si privilegiano le tecniche di controllo e di finalizzazione.

Il sistema di difesa personale del BJJ in realtà è Judo a tutti gli effetti. Probabilmente è più fedele all’idea originale di Jigoro Kano rispetto all’attuale difesa personale del Kodokan, il Kodokan Goshin Jutsu. Questo Kata il cui autore, Kenji Tomiki, era un grande maestro di Aikido, risente fortemente delle tecniche Aiki e si allontana dunque dai movimenti appresi nel Randori e nel Kime no Kata (forma della decisione).

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Difesa personale della scuola Kosen Judo

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[Il Maestro Tokyo Hirano dimostra le tecniche di Jujitsu della scuola Kosen Judo]

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Tomiki Sensei: un ponte tra Judo e Aikido

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[Kenji Tomiki dimostra le tecniche del suo stile di Aikido, lo Shodokan]

Tomiki fu inviato giovanissimo da Jigoro Kano a studiare con O sensei Ueshiba, il fondatore dell’Aikido. Dopo la sua formazione, Tomiki fu nominato capo della commissione del Kodokan che negli anni ’50 codificò il Kodokan Goshin Jutsu, il nuovo kata della difesa personale del Judo.

Nel Kodokan Goshin Jutsu è evidente l’influenza delle tecniche di Aikido, un arte che enfatizza le leve ai polsi, i tai sabaki e i controlli al suolo.

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Come chiudere la distanza in difesa personale

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Nei due video seguenti i fratelli Rorion e Royce Gracie spiegano alcune tattiche molto efficaci usate nel Brazilian Jiu-Jitsu per chiudere la distanza e portare un aggressore al suolo. Quest’approccio, che si è dimostrato particolarmente efficace nelle gare di MMA, viene impiegato dagli esperti di Judo e Brazilian Jiu-Jitsu quando devono affrontare esperti in arti di percussione per portare il combattimento ad una distanza a loro più congeniale.

Il controllo a corta distanza in posizione eretta, su un avversario pronto a colpire, non viene considerato dal Judo moderno e questo è un vero peccato. I Kata di Judo contenenti i principi della difesa personale prediligono infatti una difesa basata sul principio Ju enfatizzano le schivate e i tai sabaki (rotazioni del corpo), un po’ come avviene nell’Aikido. Rorion e Royce Gracie invece ci mostrano una strategia completamente differente e forse più realistica: vanno a prendere Uke, lo bloccano e lo proiettano dal clinch.

Come prima cosa Tori colpisce Uke con un calcio laterale al ginocchio, la stessa tecnica che troviamo nel Kodokan Goshin Jutsu (yoko fumikomi geri). In seguito Tori, approfittando della reazione di Uke accorcia la distanza, evita uno o due pugni al viso, afferra l’avversario cingendolo alla vita e appoggia il piede destro all’esterno della sua gamba. In questo modo Tori controlla fermamente Uke in posizione eretta.

In base alla reazione di Uke, Tori entra in una tecnica di anca o in Ko Soto Gari. Una volta portato Uke a terra, Tori lo immobilizza con Tate Shio Gatame (“montada” nel Brazilian Jiu-Jitsu). Da questa posizione di vantaggio può finirlo con alcuni colpi o una tecnica di controllo.

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