Archivi di dicembre, 2009

Hane Makikomi (avvolgimento ad ala)

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[Il Maestro Tadashi Koike esegue Hane Makikomi]

Hane Makikomi è una tecnica in avvolgimento (Makikomi Waza) che appartiene al quarto gruppo del Go Kyo (Dai Yonkyo).

Questa tecnica nasce da Hane Goshi a cui si somma il movimento Makikomi cioè un avvolgimento a spirale che usa la massa corporea di Tori per trascinare a terra Uke; tutti i Makikomi finiscono infatti con Tori che controlla Uke a terra in immobilizzazione.

A differenza di Harai Makikomi e Soto Makikomi, la gamba di Tori non blocca quella di Uke, ma invece la solleva con un movimento analogo a quello visto in Hane Goshi. Il braccio destro di Tori lascia la presa al bavero e avvolge  il braccio destro di Uke che rimane a stretto contatto con il torace di Tori per tutta l’azione. La tecnica si conclude con una proiezione di grande ampiezza.

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Lezione di Judo. Yves Klein, l’arte di essere flessibile

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Articolo tratto da “La Repubblica”  del 27.05.2007

Di Renata Pisu

Che paese in fibrillazione era il Giappone verso la fine dell’Ottocento, quando per sopravvivere cominciò la sua veloce corsa alla modernizzazione. Tutto doveva essere nuovo, moderno, basta con le antiche usanze feudali, abolita la casta dei samurai ai quali un editto dell’Imperatore Meiji proibì di portare le due sacrosante spade; così i poveri ex guerrieri si videro costretti a diventare imprenditori, funzionari, impiegati, e a vestirsi con capi di abbigliamento occidentale, magari soltanto una bombetta, o un paio di pantaloni con sopra il kimono.

I bimbi nelle scuole cantavano la canzone della Palla della Civiltà, dovevano contare ogni rimbalzo nominando oggetti utili come la macchina a vapore, i lampioni a gas, le scarpe di cuoio, per mettersi bene in mente cosa era nuovo e bello, mentre l’Imperatore scriveva versi tipo «Oh, come vorrei rendere questo paese secondo a nessuno».

(continua…)

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Difesa personale: un illusione?

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di P. Crugnola
Febbraio 2004

Per gentile concessione del sito: www.jigorokano.it

In memoria di Paolo Crugnola

La difesa personale é argomento di grande attualità. Discipline antiche, insieme ad altre di più recente estrazione, si contendono il primato dell’efficienza e della sicurezza, esibendo tecniche e situazioni sempre più complesse e micidiali e risolvendole con modi altrettanto complessi e talora spettacolari.

La gente risponde ammirata a queste sollecitazioni e, nel suo intimo, sogna e spera di riuscire, se non proprio ad emulare, almeno a raggiungere un livello di “autosufficienza” che consenta di muoversi con sicurezza nelle più consuete situazioni di pericolo. Pericolo che, per altro, é quotidianamente confermato: basta, infatti, sfogliare qualsiasi giornale per verificare l’entità e la preoccupante prossimità di tutto il problema.

(continua…)

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Il Judo educativo; in Giappone ieri e in Italia oggi

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di Cesare Barioli
Conferenza tenuta nell’Università dell’Aquila il 23/11/1999

Per gentile concessione del sito: Scuola Judo Tomita

Cesare Barioli

Cesare Barioli

Vi chiedo di scusarmi, ma inizio con una nota biografica. Nel mio biglietto da visita c’è scritto: insegnante di judo. Non ho titoli da elencare o incarichi sociali da vantare. Per quanto riguarda il judo (“via dell’adattabilità”), la disciplina che ho praticato per quasi mezzo secolo di vita, è stata creata da un professore e burocrate giapponese (Kano Jigoro) nell’intento di proporre una nuova educazione, che non ha a che fare con la disciplina olimpica promossa in Occidente. Inoltre vorrei anticipare un’obiezione: non sono un apostolo dell’Oriente, continente che cerco di comprendere, ma non mi sogno di accettare passivamente. E ora vorrei sottoporvi a un corso intensivo di judo, perché sia più chiaro il contesto di quanto voglio dire.

(continua…)

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Marcello Bernardi: una cintura nera per insegnare a vivere

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Questo articolo è un’intervista di Daniela Condorelli a Marcello Bernardi noto pediatra e cintura nera di Judo, molto interessante per i genitori dei piccoli judokas e per i judokas stessi.

Data 19 maggio 1998
Per gentile concessione del sito: Scuola Judo “Tomita”

Marcello Bernardi

Marcello Bernardi

Marcello Bernardi non è solo il guru della pediatria italiana, è un “judoista di rango” che ha imparato il primo comandamento del judo: dare, senza alcuna contropartita.

Oggi, molti anni dopo aver segnato una svolta storica nella scienza dell’infanzia liberando il bambino dalle superstizioni che lo costringevano, vuole trasmettere un’esperienza meno nota ai genitori e ai suoi lettori. L’esperienza di Marcello Bernardi judoka. Di fronte a una società che si regge sulla trinità “successo, potere, soldi”, Bernardi riflette sulla necessità di cambiare il mondo e propone uno strumento: l’arte del judo. Con la sua trinità: “corpo, mente, cuore”.

(continua…)

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Tomoe Nage (proiezione a cerchio)

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[Tadashi Koike esegue Tomoe Nage]

Tomoe NageTomoe Nage è una delle tecniche più famose del Judo. E’ la prima tecnica di sacrificio con caduta in avanti (Ma Sutemi Waza) insegnata nel Go Kyo (terzo gruppo, Dai Sankyo). Molto adatta a judoka di piccola corporatura, è usata frequentemente in competizione nella sua variante Yoko Tomoe Nage.

Nella sua esecuzione classica Tori rompe l’equilibrio di Uke in avanti inducendolo ad un passo destro. Mantenendo lo squilibrio in avanti, Tori cambia presa della sua mano sinistra dalla manica destra del judogi di Uke al suo bavero destro e nel contempo posiziona la sua gamba sinistra flessa tra le gambe di Uke. Tori alza la gamba destra e appoggia il piede destro sulla cresta iliaca sinistra di Uke. La gamba destra di Tori funge da catapulta e assieme allo squilibrio dato dall’autocaduta posteriore permette di lanciare Uke dietro alle spalle di Tori che rimane steso a terra con la gamba destra in alto.

Nell’applicazione sportiva di Tomoe Nage Tori mantiene la presa di Uke anche dopo la proiezione con lo scopo di applicare una tecnica di controllo se non si è conseguito l’ippon.

[Esempi di Tomoe Nage e Yoko Tomoe Nage in competizione]

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Ko Soto Gake (piccolo agganciamento esterno)

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[Il Maestro Koike dimostra Ko Soto Gake]

Ko Soto Gake è la prima tecnica del terzo gruppo del Go Kyo (Dai Sankyo) ed è classificata come tecnica di gamba (ashi waza).

L’esecuzione di Ko Soto Gake consiste nel rompere la posizione di Uke verso l’indietro-destro e con la pianta del piede sinistro agganciare l’esterno della sua caviglia destra, proiettandolo indietro.

Nella sua azione Tori aggancia la caviglia di Uke con la gamba sinistra piegando quest’ultima verso l’interno.

Le mani di  Tori dallo squilibrio alla proiezione agiscono con continuità e sono coordinate al movimento dei piedi.

[Esempio di ko Soto Gake in competizione]

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Okuri Ashi Barai (spazzata ai due piedi)

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[Il Maestro Tadashi Koike esegue Okuri Ashi Barai]

okuri_ashi_baraiOkuri Ashi Barai è classificata come tecnica di gamba (Ashi Waza) e appartiene al secondo gruppo del Go Kyo (Dai Nikyo). Richiede un ottimo tempismo si può eseguire sugli spostamenti laterali o in rotazione di Uke.

Nella sua esecuzione a destra, Uke fa un passo col piede sinistro verso la direzione indietro-sinistra, Tori avanza d’un passo col piede destro, verso l’avanti-destro. Quando Uke riporta il piede destro verso sinistra, Tori muove il piede sinistro per inseguirlo.

Nell’attimo in cui il piede destro di Uke appoggia al suolo, ma prima che abbia raccolto il peso, Tori spazza entrambi i piedi di Uke con la pianta del piede sinistro nella direzione dello spostamento, spingendo verso l’alto con la mano destra, e tirando in basso con la sinistra in direzione dei propri piedi.

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Tsurikomi Goshi (colpo d’anca tirando e sollevando)

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[Tadashi Koike esegue Tsurikomi Goshi e Sode Tsurikomi Goshi]

tsurikomi_goshiTsurikomi Goshi è classificata come tecnica di anca (Koshi Waza) e appartiene al secondo gruppo del Go Kyo (Dai Nikyo). Può essere eseguita con la presa invertita o ad entrambe le maniche e, in questo caso, prende il nome di Sode Tsurikomi Goshi.

Nella sua esecuzione a destra Tori tira indietreggiando il piede destro, per fare avanzare il piede sinistro di Uke sbilanciandolo in avanti. A questo punto rompe l’equilibrio di Uke verso l’avanti-destro applicando, con entrambe le mani lo Tsurikomi (tirare e sollevare). Inserisce il piede destro tra i piedi di Uke e il gomito destro sotto la sua ascella sinistra.

Tori ruota il corpo a sinistra e tiene i piedi davanti ai piedi di Uke, abbassa le anche al livello delle sue cosce e fa contatto con esse. Raddrizza le ginocchia e spinge le anche indietro. Tira fortemente Uke verso il basso con le due mani  e lo proietta davanti a lui.

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Ko Soto Gari (piccola falciata esterna)

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[Il Maestro Tadashi Koike esegue Ko Soto Gari]

ko_soto_gariKo Soto Gari è adatta agli atleti di tutte le taglie, spesso viene confusa con il De Ashi Barai. Appartiene al secondo gruppo del Go Kyo (Dai Nikyo) ed è classificata come tecnica di gamba (ashi waza).

Tori provoca Uke con un leggero squilibrio in  avanti con entrambe le mani. Alla sua reazione  Tori, rompe l’equilibrio di Uke verso l’indietro-destra, facendo in modo che il peso del suo corpo appoggi sui talloni.

Si sposta poi sul fianco destro e falcia, col piede sinistro la gamba destra di Uke appena sopra il tallone nella direzione della punta del piede, tirandolo in basso con la mano sinistra e spingendolo indietro con la destra.

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